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Venerdì 8 ottobre, alle ore 17.00 si inaugura al Museo Archeologico
Nazionale di Firenze una grande esposizione dedicata alle aristocrazie
etrusche, ai Signori di Maremma, principi etruschi, pirati tirrenici,
ricchi mercanti, abilissimi artigiani, fondatori di città.
Saranno esposti significativi contesti archeologici da ciascuno dei
maggiori centri dell’antica Etruria tirrenica del periodo cruciale che va
dalla fine dell’VIII secolo a.C. fino a tutto il secolo successivo, il VII
secolo a.C., definito "Orientalizzante" per il gusto estetico che pervade
le produzioni di artigianato artistico dell’Italia antica di alto livello
che accettò, rielaborò e riprodusse modelli tipologici ed iconografici
provenienti dal Vicino Oriente.
Tali influenze non furono mai recepite passivamente dagli Etruschi ma
questi vi aderirono in modo molto profondo e la prova di ciò è offerta
dalla complessità di questi corredi, nei quali si associano oggetti di
provenienza orientale con quelli della Sardegna nuragica e quelli di
produzione locale di imitazione.
I materiali provengono dai maggiori centri della Maremma, Populonia,
Vetulonia, Marsiliana d’Albegna, Pitigliano-Poggio Buco. A questi sono
associati brevi saggi che permetteranno di comprendere in profondità il
messaggio ideologico e di cultura materiale che attraversano questo
periodo così complesso della storia e della vita degli Etruschi (il rito
funebre, il banchetto, la guerra, il commercio, la vita domestica)
attraverso un lungo ed articolato percorso espositivo che parte dalle sale
al pianoterra dell’ex Topografico e prosegue sul ballatoio al I piano.
La Mostra “Signori di Maremma. Elites etrusche tra Populonia e Vulci”,
reduce dai lusinghieri successi raccolti nella sua prima edizione,
svoltasi l’anno scorso a Grosseto presso il Museo Archeologico e d’Arte
della Maremma, privilegia nel tema il periodo durante il quale gli
Etruschi raggiunsero l’apice della loro ricchezza e del loro potere
economico. L’aspetto più eclatante di questa fase è la diffusa presenza di
oggetti di lusso, o importati dai paesi del Vicino Oriente e dalla Grecia,
o prodotti localmente secondo forme o schemi derivati dal patrimonio
iconografico orientale: si tratta di preziose oreficerie, di vasellame
d’argento e di bronzo riccamente decorato, di oggetti di avorio scolpito,
di vasi di faience, di bellissime ceramiche figurate.
“A prescindere dalla indubbia spettacolarità della mostra” scrive il
Direttore del Museo Giuseppina Carlotta Cianferoni “quello che preme
sottolineare è che l’esposizione che qui si presenta costituisce
l’occasione di far tornare a casa alcuni tra i più significativi contesti
dai più importanti centri dell’Etruria tirrenica. Gli spazi che ospitano
la Mostra sono infatti gli stessi nei quali, fino alla disastrosa
alluvione del 1966, aveva sede il Museo Topografico Centrale dell’Etruria,
dove tali reperti erano originariamente custoditi; l’augurio è che la
mostra possa costituire una prima tappa per la restituzione del Museo alla
città di Firenze“.
La Mostra ospita inoltre una rassegna di opere dell’artista contemporanea,
Anna di Volo i cui quadri si inseriscono nel percorso archeologico
prendendo spunto dagli oggetti antichi e dai temi illustrati, creando uno
scambio intenso e vivace fra passato e presente.